Segreteria CPGEV
Un’associazione in continua evoluzione
Presso la sede provinciale GEV di via Rosario 2/5 si è svolto un incontro di lavoro e approfondimento sui temi organizzativi e le priorità operative del CPGEV Bologna ODV in previsione della ripresa delle attività da settembre 2024 a seguire.
Attorno ai tavoli, all’ombra degli alberi quasi monumentali di Villa Trebbo, è stata l’occasione per un libero scambio di opinioni e di proposte correttive e migliorative della nostra attività.
Le GEV nella lotta alla PSA
Per contenere la Peste Suina Africana, un virus diffuso dai cinghiali che mette in crisi gli allevatori, determinante è il nostro contributo con censimenti e segnalazioni alle Asl sulla presenza di carcasse di cinghiali.

In 1700 piazze si è svolta l’VIII edizione di “Urban Nature: la Natura si fa cura” per promuovere e raccogliere fondi destinati alla Tutela della Natura, attraverso la distribuzione di piantine di Erica-Calluna in vaso.
I fondi serviranno per 5 progetti a livello locale che contribuiranno a:
aumentare la natura in città per fornire benessere alle persone, ridurre gli inquinanti e assorbire CO2;
applicare in ambito urbano soluzioni naturali per aumentare la nostra capacità di adattamento al cambiamento climatico, riducendo inondazioni e ondate di calore che causano ogni anno migliaia di vittime;
recuperare un rapporto sano tra uomo e natura e porre le basi culturali per una vera transizione ecologica a favore delle persone.
Riconoscimento alle GEV dall’Unione Reno Galliera
In occasione dell’annuale Festa della Polizia Locale Reno Galliera, il Comandante Massimiliano Galloni ha consegnato alla nostra rappresentanza presente una targa a testimonianza dell’impegno profuso da tutte le Gev del territorio a difesa dell’ambiente, con un occhio particolare alla salvaguardia della natura.
Sentinelle dell’ambiente
Foreste e fauna
In Italia le foreste aumentano al ritmo del 3% annuo (270 mila ettari negli ultimi 5 anni) raggiungendo ora 11,4 milioni di ettari, pari al 40% della superficie nazionale: dal 2017 la biodiversità si arricchisce, ma c’è la necessità di riforestare attorno alle città con piante adatte a ridurre le temperature e le ondate di calore.
Purtroppo la fauna selvatica va sempre più estinguendosi: in 50 anni si è ridotta del 73%: gli scienziati danno 5 anni per salvare il pianeta.
Decarbonizzazione
Londra chiude l’era del carbone fermando l’ultima centrale: il Regno Unito fu il primo al mondo ad aprirne una nel 1882 ed ora è il primo del G/7 a farne a meno per ridurre le emissioni.
Cibo e sostenibilità
Sta scomparendo la cucina casalinga, a favore di cibi pronti e facili da assemblare e riscaldare.
Si viene così a perdere l’attenzione alla stagionalità ed alla sostenibilità della biodiversità che in passato ci trasmettevano le nonne e le mamme. Attenzione! Anche questo è un passo da valutare bene.
Gli animali vanno a scuola
In Australia viene insegnato ai coccodrilli a non mangiare insetti velenosi importati dall’uomo (in particolari esche di rospo delle canne il cui veleno è stato sostituito da infusi con cloruro di litio che provoca forti dolori addominali che li spinge ad evitarli).
In Italia con metodi simili (ultrasuoni che interferiscono con il loro sonar) i delfini imparano a evitare le reti da pesca.
In Kenya è stato insegnato agli scimpanzé a lanciare l’allarme alla vista dell’uomo predatore.
In Spagna alle aquile di evitare i tralicci elettrici (riproduzioni a bassa intensità rilasciano scosse dolorose ma non letali).
2028 appuntamento con il mammut
Nei laboratori texani di Colossal Biosciences Inc. nascerà un mammut o meglio un elefante asiatico resistente al freddo con tutti i tratti biologici del mammut.
L’ingegneria genetica permette di modificare il Dna delle cellule di una specie vivente per ottenerne altre con patrimonio genetico di una specie estinta. L’obiettivo è combattere il cambiamento climatico grazie all’introduzione del mammut nella tundra artica a sostegno delle renne (oggi ferme a 10 individui per kmq) nel brucare l’erba, trasportare spore, pollini e fertilizzanti per favorire la crescita della tundra e proteggere il permafrost (si stima immagazzini mille milioni di ton. di metano) che si sta sciogliendo con il rischio di liberare gas inquinante: con il loro pascolo raschieranno via la neve dal terreno permettendo all’aria fredda di raggiungere il suolo e con il loro peso compatteranno il ghiaccio, rallentandone lo scioglimento.

Riconoscimento alle GEV dall’Unione Reno Galliera