di Paola Bacchi
Riflessioni di chi vorrebbe “essere in campo” ma si trova forzatamente recluso
Sono in casa. Seduta davanti al computer, scrivo di fianco a una finestra che porta luce e le premesse della primavera. E’ un marzo del 2020 che i posteri ricorderanno come un mese che si è fermato, quasi un non tempo.
Noi che lo stiamo vivendo già lo consideriamo così, chiusi dentro i nostri involucri domestici, alle prese con noi stessi. Il tempo scorre fra le incombenze quotidiane, amplificate, a volte auspicate fra tanto niente. Azzerati i rapporti interpersonali, diluiti i contatti, privati dei semplici segni di affetto, si scivola piano nel tempo
Faccio un giro veloce in bicicletta per il giornale: tutto chiuso e nessuno per strada. Poi quattro passi pe r portare fuori i rifiuti perfettamente distinti e guardo il prato attrezzato per i bambini, con i giochi circondati dal nastro a righe bianche e rosse per impedirne legalmente l’utilizzo.
Pericolo! Il silenzio davanti casa è assoluto,
solo il vinco e il rusticano in fiore fremono al vento. Il cielo, anche se non piove, è pulito. Sono Gev da poco. Il rilascio del mio tesserino di riconoscimento erogato dalla Regione Emilia Romagna porta la data del 13 dicembre 2019 e mi definisce ufficialmente. I corsi seguiti coi colleghi, l’esame scritto su un ripiano Il silenzio davanti casa è assoluto, solo il vinco e il rusticano in fiore fremono al vento. Il cielo, anche se non piove, è pulito. Sono Gev da poco. Il rilascio del mio tesserino di riconoscimento erogato dalla Regione Emilia Romagna porta la data del 13 dicembre 2019 e mi definisce ufficialmente. I corsi seguiti coi colleghi, l’esame scritto su un ripiano ridotto, l’orale davanti a sette esaminatori sconosciuti, tutto ormai nella memoria.
L’entusiasmo è ancora forte e, fra gli interessi che mi motivano come volontaria, vi è la possibilità di conoscere il territorio naturale circostante, bello e vario. Ma adesso e per un po’, le colline azzurre, i calanchi e i fiumi mi sono preclusi. Così come i periodici incontri con i contadini locali, che ci salutano e ci danno suggerimenti e consigli.
Ora noi guardie ecologiche siamo ferme, come quasi tutte le attività lavorative. Il nostro stare nei luoghi, nelle strade, nel circondario, ha subito una decisa battuta d’arresto.
Conosco Gev che sanno tutto sugli uccelli e sulla fauna selvatica, sui funghi, sui pesci, sulla vegetazione che ci circonda. A tal proposito, in questi giorni di inattività forzata, ho terminato un bellissimo libro di Stefano Mancuso, scienziato di fama internazionale, intitolato La nazione delle piante (Laterza Editori). Per l’autore le piante, fra l’altro, sono l’anello di congiunzione fra il sole – che ci dà la vita – e la terra: un esempio calzante e poetico. Ma per saperne di più… dovrete leggerlo. Ed egli ci ricorda ancora una volta che le risorse sulla terra sono limitate. Le piante, il verde, la flora sono elementi importantissimi se non fondamentali. A noi proteggerli…
Cosa fa una Gev in sosta forzata? Noi di Imola, su suggerimento di Massimo, cercheremo di pensare a un evento, a qualcosa che sarà portata alla cittadinanza, per farci conoscere, per ricordare che noi ci siamo. E altrettanto faranno i colleghi dell’intera provincia. Cosa sarà e quando avverrà… mah. Speriamo rimanga solo un brutto ricordo, ma che poi “la vita” riprenderà come sempre: magari con meno problemi se questi momenti di solitudine ci avranno fatto riflettere sull’importanza delle bellezze naturali che ci circondano e che vanno salvaguardate. I bambini, per essere protetti, sono rinchiusi in grandi baccelli, e noi adulti – comprese tutte le Gev – combattiamo una battaglia silenziosa.
Pensate: in questo momento non vi sentite un po’ Harry Potter, un po’Cavaliere Solitario’?
