I pipistrelli e la città

Parliamo dei pipistrelli nelle città.
Questo ci obbliga a riflettere su un fatto un po’ paradossale: tutti sanno che esistono i pipistrelli e li hanno visti, ma pochissimi il conoscono per quello che sono veramente. Proviamo dunque a fare un minimo di chiarezza. Per la Zoologia i pipistrelli appartengono al gruppo sistematico dei Chirotteri, un Ordine della Classe dei Mammiferi. I Chirotteri sono Mammiferi con caratteristiche davvero speciali connesse al volo attivo che esercitano. Con un paragone “meccanicistico” possiamo dire che per volare occorre avere la struttura adatta, ossia le ali (e per questo la loro “mano” si è profondamente modificata e adattata), avere una grande potenza (data da muscoli eccezionali), avere un “motore” adeguato (ossia un cuore capace dello sforzo muscolare enorme) avere un sangue capace di trasportare molto ossigeno ai “supermuscoli”, avere polmoni capaci di ossigenare rapidamente il sangue… e così via. L’altra grandiosa scoperta dei nostri Chirotteri è la capacità di orientarsi grazie ad un biosonar: il pipistrello emette ultrasuoni di cui ascolta la riflessione per conoscere l’ambiente circostante e individuare possibili prede e predatori.
C’è un’ultima caratteristica a cui accennare, che è il corollario necessario per garantire il metabolismo del volo: i pipistrelli sono specializzati in risparmio energetico e appena possono si dispongono in modalità stand by, riducendo il metabolismo (battito cardiaco, respirazione, temperatura corporea). Si tratta di un gruppo animale di grande successo: nel mondo sono note oltre 1200 specie, ossia un quarto dei Mammiferi (solo i Roditori hanno più specie). In Europa sono riconosciute almeno 45 distinte specie e di queste in Italia sono presenti almeno 34 (pensate che sono 138 i mammiferi italiani comprendendo anche le specie aliene). In quanto tutte specie rare e minacciate, sono peraltro rigorosamente protette nell’Unione europea. La città per un pipistrello può essere molto interessante: tetti, sottotetti, grandi monumenti… sono pieni di possibili rifugi; i parchi e i giardini possono essere ricchi di insetti, anche più delle campagne “trattate” da veleni; i lampioni concentrano le falene e in città i possibili predatori naturali sono più rari. Ecco che, approfittando di condizioni di favore, alcune specie da secoli convivono con l’uomo. Soprattutto in estate è facile vedere svolazzare i pipistrelli sui cieli cittadini: ma dove si rifugiano di giorno? Sintetizzando abbiamo ambienti interni agli edifici o manufatti ed elementi presenti all’esterno. All’interno di un edificio abbiamo ambienti ipogei (come cantine, gallerie, garage, dispense, vecchi rifugi bellici…), che a ben pensare sono ambienti assai simili alle grotte, con temperature meno variabili e un buon tasso di umidità; soffitte, sottotetti, saloni con ampi volumi, spesso con accessi all’esterno; infine, piccoli ambienti, come camini, volumi tecnici o cassonetti per avvolgibili, comunicanti con l’esterno. Anche esternamente agli edifici possiamo avere rifugi utili ai pipistrelli, là dove sono presenti spazi (fessure o piccole nicchie, intercapedini). Ci riferiamo a punti sul tetto, nell’interspazio tra tegole e coperto o tra grondaie, lattoneria di colmo e muratura; si tratta di una casistica molto frequente per le specie “urbiche” più comuni, come il pipistrello albolimbato e il Pipistrello di Savi. “Ha ragione, g gli animali selvatici sono belli e importanti ma… veniteli a prendere!” Bisogna ammetterlo: la convivenza uomo/pipistrelli è abbastanza complicata. La “crisi” si sviluppa a partire da due questioni basilari, facce in fondo della stessa medaglia: a) gli uomini, di solito, non desiderano avere “a casa loro” una colonia o anche un solo pipistrello ovunque siano… in soffitta, nella tromba delle scale, nel garage, dietro ai mobili da giardino, dentro gli avvolgibili delle tapparelle…; b) i pipistrelli non amano le interferenze e le attenzioni dell’uomo, specie quando sono impegnati nella fase dei parti e dell’allevamento dei piccoli oppure quando stanno cercando di svernare. Eppure, la convivenza è possibile, anzi in qualche modo dovuta visto che tutti i pipistrelli sono superprotetti! Bisogna studiare come, concedere un po’ di spazi, avere un po’ di attenzione. C’è bisogno di una collaborazione che definiremmo “interspecie”. Dobbiamo ricordare che i pipistrelli sono in grave crisi per diverse ragioni, tutte interconnesse. Perché la biomassa degli insetti nei paesi industrializzati si è ridotta drammaticamente (si stima anche del 75%!), i pipistrelli (assieme a uccelli, rettili, anfibi…) ne stanno risentendo. Non facciamoci ingannare dal successo di poche specie di insetti opportuniste o aliene come la zanzara tigre o la cimice asiatica… gli insetti sono palesemente in difficoltà e, ovviamente, questo si riflette nelle reti alimentari. La causa principale di questo “collasso” è la contaminazione ambientale: le reti trofiche di prede e predatori sono contaminate da inquinanti persistenti e pericolosi (si pensi ai PFAS, alle diossine, pesticidi…) e questo è gravissimo per gli insettivori, specie per pipistrelli che hanno una vita media di molti anni. C’è poi la questione della scarsità di rifugi e dei terreni di caccia… La gestione di campagne, boschi e città ignora quasi completamente la presenza e l’importanza dei chirotteri. Il cambiamento climatico, infine, sta sconvolgendo gli assetti ecologici preesistenti, incrinando gli equilibri creatisi in un lungo periodo di tempo: con il clima impazzito saltano i periodi riproduttivi e di svernamento, si modificano le comunità vegetali, aumentano eventi estremi e siccità… anche i pipistrelli pagano dazio, perdendo terreno. Nonostante questo, alcune specie di chirotteri adattabili resistono in sistemi abbastanza semplificati, come quelli di giardini, città o agroecosistemi. In questi contesti i pipistrelli sono elementi di quella “regolazione ecologica” che è preziosa. Anche Bologna vanta una nutrita presenza di pipistrelli, in gran parte formata da Pipistrello di Savi (Hypsugo savii) e Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii): altre specie, come le Nottole, i Rinolofi e i Vespertili del genere Myotis, sono presenti ma molto meno comuni. In conclusione, per questi neri folletti della notte, così misteriosi ed elusivi, così discreti e attenti ad evitarci, a cui abbiamo associato diffamanti leggende e maldicenze… è difficile guadagnarsi la nostra stima e rispetto, molto più difficile di altri animali iconici. Eppure, è su questo confine sottile tra Natura e Città che si può verificare un nuovo contatto tra specie diverse, che possiamo sviluppare una relazione interspecie ed ecologica tra uomo e Chirotteri. Per questo facciamo un invito: visto che è proprio in città, nei nostri giardini, nelle nostre case di campagna che possiamo conoscere con più facilità i pipistrelli, rilassiamoci, conosciamo la loro straordinaria biologia e comprendiamo meglio l’importanza dei benefici della loro incessante attività di insetticidi naturali: basta alzare gli occhi al cielo del tramonto e vederli in azione nelle cacce silenziose che sembrano straordinari balletti eseguiti al ritmo della loro Storia naturale.

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