Fauna urbana
Davide Di Domenico
È paradossale quanto il nostro ambiente naturale sia diventato talmente scontato per l’essere umano al punto da non accorgersi più della sua esistenza. Immaginate ora se l’uomo dovesse traferirsi sulla luna: quali elementi della natura porterebbe con sé? La risposta a questa domanda sarebbe una lista infinita di elementi ritenuti indispensabili: in sintesi le funzioni ecosistemiche e le proprietà biologiche degli habitat che sono a supporto della vita. Oggi i cambiamenti climatici pongono con urgenza un profondo ripensamento della società umana, dell’economia e degli stili di vita, insomma un cambio di rotta verso uno sviluppo sostenibile adeguato al contesto attuale.
Ecologia urbana
Lo studio dell’ecologia urbana è un’importante occasione di formazione in quanto contiene gli elementi necessari per sviluppare la giusta consapevolezza e la sensibilità necessaria per mettere in atto strategie di gestione ecosostenibile, in particolare nei confronti delle specie problematiche ed infestanti. Oggi le città rappresentano un nuovo ecosistema in rapida trasformazione ed espansione ed hanno una responsabilità importante nel promuovere la salute dell’ambiente e delle persone che ci vivono. Rispetto a 20 anni fa la fauna urbana è cambiata radicalmente. Oggi la fauna urbana è cambiata radicalmente in seguito ad un rapido e progressivo avvicendamento di nuove specie selvatiche quali Gazze, Cornacchie, Gabbiani, Storni e, addirittura, Colombacci! Le città rappresentano un vero e proprio “ecomosaico” di ambienti, all’interno dei quali non vivono solo piccioni o animali domestici, ma anche animali rari e protetti, uccelli migratori, falchi, rapaci notturni, pipistrelli, scoiattoli, ricci, volpi, rane e una miriade di insetti, tra cui le preziosissime api, e tanti altri grandi o minuscoli animali terrestri e acquatici. Parchi, giardini, terreni incolti, strade e edifici offrono risorse alimentari, luoghi elevati ove nidificare, aree non contaminate dai pesticidi, temperature meno rigide e, soprattutto, la città mette al riparo dall’attività venatoria. Gli animali si stanno sempre di più adattando e avvicendando verso questi ambienti profondamente diversi da quelli originari, modificando i loro comportamenti, trovando spesso delle opportunità migliori rispetto al loro ambiente naturale entrando in competizione tra loro “a ridipingere in piccola scala l’Africa nel nostro giardino come in quel prato di periferia (cit. G. Celli)”.
Biodiversità urbana: l’adattamento opportunistico alla vita in città Vivere in città
significa adattare i propri comportamenti alle condizioni incontrate nelle aree urbane, ovvero al traffico veicolare, al disturbo acustico e all’inquinamento luminoso. Molte evidenze hanno dimostrato che alcune specie di uccelli, come la cinciallegra, regolano il loro canto in funzione delle interferenze acustiche locali e quindi delle caratteristiche di trasmissibilità del suono degli ambienti in cui si trovano. Altri uccelli, tra cui il pettirosso, per evitare l’interferenza durante il giorno, cantano nelle ore notturne. Un esempio di adattamento (opportunistico) alle luci artificiali è legato alla nota attrazione per le fonti luminose puntiformi da parte di moltissimi insetti. Oltre a provocare danni legati alla collisione e all’ustione, essa espone questi animali ad un elevato rischio di predazione. Ne traggono un vantaggio diretto gechi e pipistrelli, che in alcuni casi si sono talmente adattati alle fonti luminose artificiali, da ricavare gran parte del loro nutrimento con questa modalità.
Esempi di adattamento:
Figura 1) – L’inurbamento di decine di migliaia di storni nel periodo autunno/ invernale, sulle alberature al Piazzale dei Cinquecento (di fronte alla stazione Termini di Roma) è causata dallo “squilibrio” ambientale generato dalla presenza degli autobus, che con il calore emesso dai loro radiatori creano un microclima ideale che fornisce agli uccelli maggiori opportunità di sopravvivenza. Figura 2) – Alla periferia di Bari, sulla cancellata dell’Arena delle Vittorie, decine di colombi stazionano in attesa dei camion carichi di cereali provenienti dal porto. Di fronte all’Arena, i camion sono costretti ad imboccare una stretta rotonda, al centro della quale una buca determina il sobbalzo dei bilici provocando la perdita di qualche manciata di cereali che i colombi si precipitano a mangiare.
Ridurre gli squilibri creando fattori limitanti
Questi esempi ci fanno capire come le specie che convivono nelle nostre città si siano adattate a particolari contesti generati dalle attività umane, traendo vantaggi tali da determinare il loro successo riproduttivo. La colonia di colombi nell’Arena della Vittoria si è formata grazie alla “buca nella rotonda”
, la quale provocando la dispersione del grano dai camion che la percorrono, garantisce loro una fonte sicura di alimento, creando le condizioni per la nidificazione sui colonnati e sulle coperture dell’edificio, con evidenti situazioni di degrado e di rischio igienico sanitario. In realtà, si tratta di squilibri per loro molto precari, che possono venire completamente sconvolti in pochi istanti, senza il minimo preavviso: infatti la semplice riparazione della buca diventerebbe paradossalmente il fattore limitante della colonia, la quale non trovando più le abituali risorse alimentari tenderebbe a smembrarsi riducendo la pressione nell’area. Allo stesso modo la problematica legata al dormitorio degli storni nel piazzale dei Cinquecento sarebbe nettamente ridimensionata se non vi fosse il riscaldamento artificiale creato dai radiatori dei bus in sosta sotto gli alberi. Quindi, comprendere quali sono le situazioni che generano gli squilibri diviene la base portante della gestione ecosostenibile delle specie problematiche ed infestanti in ambito urbano. Oggi il mondo del Pest management è chiamato ad uno sforzo trasformativo su più fronti che coniughino innovazione e valorizzazione tecnica, passando dall’impiego consapevole dei biocidi, alla corretta gestione dei rifiuti, a un’economia circolare capace di ridurre drasticamente l’impatto sull’ambiente e di creare nuove e valide occasioni professionali. Oggi, sempre di più, le amministrazioni, i governi, i cittadini chiedono di operare in modo consapevole e responsabile. L’attenzione si deve concentrare sulle misure preventive basate sulla manutenzione delle strutture e sulla gestione razionale dell’area urbana, basando gli interventi su metodiche coordinate in sinergia con tecnici ed esperti in materia.


Ridurre gli squilibri creando fattori limitanti