Storie di uccelli a Bologna

Bologna è ricca di vita, il suo ambiente urbano ospita un gran numero di specie, sia vegetali che animali. Tra queste, alcune specie di uccelli stanno vivendo storie di successo evolutivo, anche grazie all’adattamento all’ambiente urbano. È ad esempio la storia del falco pellegrino, il quale da un paio di decenni ha trovato nelle torri della fiera e nel campanile della basilica di San Petronio un ambiente simil-rupicolo dove poter vivere e riprodursi. È la storia del rondone comune, il quale invece è addirittura dall’epoca medievale che ha scoperto i vantaggi di nidificare negli anfratti degli edifici storici in città, seguito recentemente dal suo più stretto “parente”, il rondone pallido. È la storia dell’assiolo, un piccolo rapace notturno che da qualche anno sta colonizzando tutte le aree verdi della città approfittando della grande disponibilità di prede come le cicale e di cavità dove nidificare. Ci sono però, purtroppo, anche storie di difficoltà di alcune specie ornitiche alla sopravvivenza in città. La più riconosciuta è quella del passero domestico, la passera d’Italia, la cui quasi totale scomparsa a Bologna, come in altre città e paesi della pianura padana, è molto preoccupante ed è causata dalla somma di più fattori, come ad esempio la scomparsa dei siti idonei alla loro nidificazione ed il calo generalizzato degli insetti utilizzati per l’alimentazione dei giovani pulli. Anche il balestruccio (in foto), irundinidaie de coloniale simile alla rondine, non se la passa bene. Per questo è in corso un monitoraggio delle sue colonie per valutare l’andamento delle coppie riproduttive in città. I balestrucci nidificano sotto gli sporti di gronda degli edifici, dentro nidi a coppa che costruisce col fango. Chiunque sia a conoscenza di una colonia di balestrucci è pertanto invitato a segnarla all’indirizzo mail massimocaprara93@gmail.com così da poter arricchire lo stato di conoscenze di questa meravigliosa specie a Bologna.

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