Vincenzo Tugnoli
Gli eventi estremi si ripetono sempre più frequenti con siccità prolungate al Sud (-25% l’acqua negli invasi) seguite poi da forti piogge che hanno generato inondazioni, neve anticipata al Nord con frane e allagamenti, ma ancora poco si fa per attenuarne gli effetti sulla nostra vita. Frane e alluvioni colpiscono sempre le stesse aree in epoche ravvicinate (in Romagna ben 3 esondazioni in 16 mesi) a significare che non sono state prese tempestive e dovute soluzioni atte a contenere che le piogge (sempre più elevate e ricorrenti) finiscano per far franare le montagne e ingrossare fiumi e fossi. Eppure dove sono stati realizzati bacini di laminazione, ci sono riusciti!!! Non ci sono giustificazioni anche perché lo sappiamo da tempo e le leggi sono vecchie, aggravate dai ritardi come per il Piano contro il dissesto idrogeologico, fermo al Ministero!!! Solo 5 sono gli obiettivi raggiungibili nell’ambito degli impegni sottoscritti nell’Agenda 2030 dell’Onu e il governo ha adottato il “Piano d’azione per lo sviluppo sostenibile”, ma è rimasto del tutto inattuato!
Inaccettabile sentirsi dire ”dovremo convivere con eventi sempre più estremi”: è doveroso invece metterci in sicurezza per non dover “convivere con morti ed esuli”! Si deve accettare l’aiuto di chi vive in loco e conosce bene lo stato degli argini e si ricorra alle moderne tecnologie (satelliti, droni, sensori ad infrarossi) per monitorare lo stato dei fiumi, i punti deboli degli argini (ed intervenire con adeguate soluzioni) e prevedere con anticipo le inondazioni. Dov’è la prevenzione? Mi pare la si stia sostituendo con l’Assicurazione privata sugli eventi!! E alle frane chi ci pensa? C’è poi urgenza di ridurre le emissioni ed invece ne allunghiamo i tempi attuativi!!! Il Sole è una fonte inesauribile di un’energia 10 mila volte superiore a tutta quella consumata dall’umanità: la potenza che arriva sulla Terra è superiore a 50 milioni di GW (una centrale elettrica arriva a 1 GW). Stesso discorso per l’eolico, per il mare con il suo moto ondoso e per la geotermia, ma soprattutto, a mio parere, per l’idroelettrico oggi trainante in Italia: prima fonte rinnovabile con le oltre 4 mila centrali che soddisfano il 41% dell’energia necessaria (contro il 17% dell’Ue), ma con un incremento annuo dell’1,5% a fronte però di un aumento del 2,7% dei consumi industriali (e sul rinnovo delle concessioni è forte la concorrenza dall’estero). Anche il mare può pro- durre elettricità con il suo moto ondoso e assorbire la CO2, ma non solo: può produr- re ossigeno grazie alla Posidonia oceanica, per gli scienziati una pianta determinante per la lotta ai cambiamenti climatici, minacciata però dalla pesca e dalla chimica. Dobbiamo agire in fretta, vista l’impellente urbanizzazione, ed invece le Comunità energetiche (Cer) tardano, così come l’efficientamento energetico degli edifici.
Occorrono indirizzi e obiettivi ben precisi senza deleteri ripensamenti e basta paletti dalla burocrazia e da soprintendenze! Fermi al palo anche gli eco-combustibili ad iniziare dal biometano che non solo rende i trasporti più verdi, ma recupera anche gli scarti delle attività agricole (maggiori entrate economiche e minori rifiuti). Per non parlare poi di etanolo e biodiesel indispensabili dopo il tracollo delle vendite di auto elettriche (ritornate al 4% dopo la fiammata dell’8% con gli incentivi) a causa di prezzi elevati (+115% rispetto alla Cina), sicurezza, tempi di ri- carica e della spietata concorrenza del mercato cinese che, nonostante i dazi imposti dalla Ue, si offre a basso costo, anche per l’endotermico: la Cina è il 1° esportatore mondiale di auto. E ora tutti sulle ibride (elettriche+benzina) dimenticando che la recente norma Ue (ora ricusata dall’Italia e altri Paesi che chiedono di riconoscere un ruolo importante ai biofuels, agli e-fuels e all’idrogeno, nei “vecchi motori”) prevede il blocco dal 2035 dei motori endotermici.
Cambiare continuamente linea ci porta poco lontano, sia nel progresso industriale (che va in crisi) che nella salvaguardia dell’ambiente (che non riesce più a sopportare la nostra presenza)!!! Di tutti questi argomenti ne parliamo meglio in “Approfondimenti/Lente di ingrandimento”.
Si spendono parole e il tempo passa. Gli obiettivi da raggiungere devono essere ben determinati e rapportati alle reali possibilità attuative!
Ascoltiamo l’appello del Presidente Mattarella “sul clima ritardi funesti, basta toni da imbonitori”.
Quanti ritardi! Dove sono i bacini a monte e in piano (da me proposti fin dal ‘90) per la riserva di acqua e per contenere le piene dei fiumi? E la pulizia degli alvei, troppo spesso dimenticata?