Pubblicità mirata

La pubblicità esiste dai tempi degli antichi egizi e di Roma imperiale. Sui muri di Pompei si trovano scritte che magnificano taverne, candidati alle elezioni e persino prostitute. Quella che oggi si chiama escort advisor. La pubblicità incide enormemente sulle nostre scelte, so benissimo che molti di voi, come me, quando arriva la pubblicità del medicinale contro la diarrea a interrompere il tg mentre si cena, va a scatenare una serie di accidenti e vaffa, ma alla fine, in caso di bisogno, è quello il nome che ti rimane in mente. La pubblicità è subdola: nel dopoguerra, quando c’era ancora il ricordo della miseria e della fame e l’obesità non si sapeva cosa fosse, si stimolava l’uso del burro perché lubrificava le arterie; la birra era consigliata come alimento, mezzo litro di birra forniva le stesse calorie di tre uova e non ricordo quanti grammi di carne e di pane. È ancora vero ma, se lo vai a dire oggi, la birra non la beve più nessuno. L’ “Aperol” previene e cura l’influenza, ha pochi gradi e lo puoi dare anche ai bambini. E poi tutto era “CON”: con vitamine, con più proteine, con tanto miele… Adesso invece è tutto “SENZA”: senza glutine, senza zucchero, senza olio di palma, biscotti senza farina, senza uova, senza latte: c’è solo la scatola. Bella, di metallo, utile per metterci aghi e gomitoli. Dopo televisione, radio e giornali la reclame è approdata in internet. Prima pian piano poi in modo invasivo. Ha dato vita a personaggi detti influencers che convincono migliaia di persone a comprare una bottiglia d’acqua minerale firmata da loro a dieci euro e un paio di ciabatte orrende di plastica a cinquecento. Fai quattrocentonovantanove, va. Ma l’aspetto più drammatico è la pubblicità mirata personalmente. Ti compare su Facebook e gli altri social o durante qualsiasi ricerca in rete. Quando sono arrivato intorno ai sessant’anni ho cominciato a ricevere pubblicità di apparecchi acustici, di montascale, di vasche da bagno con lo sportello. E poi dentiere, occhiali, poltrone motorizzate che ti mettono in piedi se non riesci ad alzarti da solo. Ho persino dovuto bloccare un paio di onoranze funebri che mi costringevano a robuste strizzate all’inguine. Alcuni coetanei mi dicono che ricevono pubblicità di viagra o prodotti analoghi. Ecco, a me questa roba non arriva. Vorrà dire che mi ritengono ancora performante e che ormai non c’è più niente da fare?

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