L’Italia del Sole e della solidarietà
la parrocchia di Bucaletto (Potenza) ospita l’impianto solare della Comunità Energetica rinnovabile e solidale. Fornisce elettricità alle famiglie più fragili del luogo.
Nel Bel paese continuano a fiorire le comunità energetiche rinnovabili e solidali che contrastano povertà e crisi climatica.  Da sud a nord.
 

“Un gioco di squadra per vincere la sfida della transizione ecologica e combattere la povertà energetica che, secondo l’Osservatorio italiano dedicato, interessa 2,36 milioni di famiglie.  in Italia, crescono sempre di più le comunità energetiche rinnovabili e solidali ( Cers ): un modello energetico diffuso che unisce cittadini, pubbliche amministrazioni, piccole e medie imprese, basato su autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Queste, a differenza delle tradizionali Cer, pongono particolare attenzione ai soggetti più fragili delle comunità e alla promozione di attività socialmente rilevanti per il territorio. (…)”. Il Pnrr ha destinato infatti ben 2.2 miliardi euro ai Comuni sotto i 5mila abitanti per finanziare  il 40% degli investimenti a fondo perduto.

“Una rivoluzione dal basso che in Italia sta riscontrando molto interesse. E’ la storia di Bucaletto, quartiere periferico di Potenza, simbolo per ben 42 anni della mancata ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980. In questo luogo ferito, dove migliaia di persone vivono ancora nei prefabbricati, in situazioni di emergenza abitativa, ambientale e sociale, è nata la Cers. Un progetto, promosso dalla fondazione Banco dell’Energia ed Edison, in collaborazione con la parrocchia Santa Maria della speranza di Potenza e Legambiente Basilicata, allo scopo di aiutare le famiglie in condizioni di disagio economico. Dieci, nella sua fase iniziale, quelle che beneficeranno dell’energia pulita prodotto dall’impianto fotovoltaico installato sulla parrocchia, della potenza complessiva di 50,85 kwp e del valore di 80mila euro. Una notizia accolta con grande entusiasmo dai cittadini, che dopo anni si vedono riconosciuti per qualcosa di positivo, spiega Don Salvatore Sabia, parroco della chiesa e presidente della Cers Bucaletto. 

Storie di successo arrivano anche dal Nord Italia. Nel Lodigiano-Piacentino, il 2 luglio 2024, è nata la Comunità Solare – impresa sociale Ets, la prima Cers delle province, costituita in forma di cooperativa con partner i locali circoli di Legambiente e il contributo di Fondazione Cariplo. Una rete di scambio virtuale di energia elettrica rinnovabile che vede associati già un centinaio di consumatori-produttori, dalle famiglie ai Comuni, dalle imprese alle associazioni fino agli enti non profit. Tra i progetti di punta realizzati la costruzione sui tetti della scuola primaria  di Cervignano d’Adda, in provincia di Lodi, di un impianto solare composto da circa 220 moduli fotovoltaici per una potenza di 100 kwp.e, e l’installazione di 150 pannelli, per una potenza di 60 kwp, nel cortile della Comunità Il Pellicano di Monte Oliveto, attiva nel recupero di tossicodipendenti e alcolisti. Un modello dal basso, alla portata di tutti, anche dei privati, come spiega Andrea Poggio, presidente della Cers Comunità Solare. Chiunque abbia intestato un contatore elettrico e un tetto, in proprietà o  affitto, che sia abitazione, ufficio, negozio, officina o edificio agricolo, può aderire al gruppo di acquisto solare diventando produttore. Anche in questo caso la parola d’ordine è solidarietà: L’obiettivo della Cers, infatti, è devolvere ogni anno più del 25% dei proventi dal premio incentivante riconosciuti dal Gse all’energia condivisa nella comunità, al fondo solidale, co-finanziando i migliori progetti proposti dagli enti e dalle associazioni locali. Realtà come queste fanno a scuola sul senso del bene comune e sulla transizione ecologica, tale solo se equa e giusta, non lasciando indietro nessuno”.

Ilenia De Simone, la nuova ecologia, marzo 2025

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