Vincenzo Tugnoli
Rinnovabili: la politica è sorda,ma…..Noi andiamo avanti
e vediamo chi la vince
Troppi interessi economici condizionano le scelte dei governanti,ma noi (chi più,chi meno) stiamo impegnandoci per salvare questo Pianeta che, non dimentichiamolo, ha completato la sua formazione(con la nascita della natura) la bellezza di quasi 450 milioni di anni prima di noi. Sarebbe buona educazione rispettare il padrone di casa! Non sembra però così! I governanti continuano ad incontrarsi nelle varie Cop,ma non riescono ad abbandonare definitivamente le energie fossili!! Le ragioni economiche predominano su quelle ecologiche-vedi art. Cop 30. Solo la Cina, un’economia che assieme all’India rappresentavano fin dal Settecento ben i 2/3 dell’intera produzione mondiale,senza tanti proclami sta spingendo gli investimenti sulle rinnovabili:complessivamente le energie pulite rappresentano il 31% del totale globale, è leader mondiale nella produzione ed esportazione di tecnologie verdi,Byd è regina globale delle auto elettriche e entro il 2030 il 90% delle aziende cinesi adotteranno l’Ia.
Il prezzo del clima estremo
Le temperature aumentano, anche se le recenti scoperte allo Stelvio ci dicono che 200 milioni di anni fa (nel Triassico superiore) il nostro clima era caldo e al posto delle Dolomiti c’era l’oceano tropicale della Tetide, con acque basse dove pascolavano i dinosauri (trovati i fossili). Ma non si verificavano gli eventi estremi di oggi,con i ghiacciai che si sciolgono ovunque (anche in Italia con frane in alta quota), alluvioni che colpiscono le popolazioni più povere (ultime nel sud-est asiatico)e tutti (di recente in California e minacciose ancora una volta,nel bolognese e ravennate,il ciclone Harry con le mareggiate al Sud).Ingenti sono i danni globali (364mld di dollari nel 2024) e migliaia i morti (in media 564mila all’anno;+63% da caldo). Nella nostra regione gli interventi di semplice manutenzione-pulizia hanno in parte contenuto gli effetti,ma dove sono i lavori strutturali previsti? Sono fermi a causa della burocrazia? Le piogge non aspettano! Recentissima la scoperta che,in un decennio, si è abbassata di 2m la collina sopra Bologna (l’Osservanza). Sono tutti segnali che la natura ci trasmette per manifestare la sua reazione all’aumento delle temperature.Occorre investire nelle rinnovabili, anche se i progetti europei vengono frenati dalla burocrazia.
Stiamo accelerando sul green
Ci sono però BUONE NOTIZIE: innanzi tutto la graduale eliminazione del carbone; gli investimenti globali nell’energia pulita fanno registrare un +8,7% già nel 2024 (+20% rispetto alla media del biennio precedente)raggiungendo oggi i 2,2 trilioni di dollari (su un totale di 3,3)e superando gli investimenti in fossili.A trainare l’eolico offshore in particolare in Cina ed Europa(1/4) e il fotovoltaico, anche in Italia (FOTO 1), la cui efficienza è migliorata negli ultimi anni passando dal 15 al 23%.. Il geotermico è in espansione in tanti Paesi (Kenya e Turchia),mentre noi siamo fermi a 0,5GW. Con le moderne tecnologie ci sarebbero le potenzialità di triplicane l’impiego:non sarà che il freno tirato serva per far passare il nucleare?I costi delle rinnovabili sono in calo anche grazie ai sistemi di accumulo a batterie, e questo dovrebbe favorire la loro diffusione, anche se il prezzo appare alto. Per ridurre le spese energetiche occorre migliorare l’efficienza degli edifici (il 54% sono in classe F e G in particolare i pubblici): entro il 2030 sono previsti investimenti per 115 mld su 2 milioni di immobili. Scienziati ed economisti evidenziano che i costi dell’inazione nei confronti dei cambiamenti climatici sono di gran lunga superiori ai costi della mitigazione e il passaggio a un percorso di crescita a basse emissioni di carbonio potrebbe generare un guadagno economico di 26 trilioni di dollari oltre a 65 milioni di posti di lavoro entro il 2030, rispetto allo status quo. Ed è da qui che dobbiamo partire, concentrandoci tutti sulla volontà di puntare sulle rinnovabili. I governanti non trovano l’accordo, dobbiamo essere noi, con la nostra “pressione”, ad obbligarli a trovare le soluzione più ecologiche per il nostro futuro. Importante definire un quadro normativo uniforme.
Siamo sulla buona strada, ma acceleriamo senza indugi e le innovazioni possono aiutarci….
a non avere più l’ansia di “andare sott’acqua”,di non avere un “bianco Natale” (all’insegna della neve di una volta)o di “una fresca estate” (con quella brezza che soffiava alcune decine di anni fa).
Ecco alcuni amici da tener cari:
- L’agricoltura 4.0 – digitale
le tecnologie permettono di ridurre i consumi di gasolio e acqua (seminatrici intelligenti,irrigazione mirata)e l’input chimico (droni, robot e sensori per interventi finalizzati a ridurre anche il compattamento del suolo), di contenere i trasporti (Funivia delle mele,

FOTO B - Funicolare dedicata al trasporto di frutta (evita 5000 viaggi di camion) dai meleti della Val di Non (irrigati a goccia) alle celle ipogee (frigoconservazione naturale che permette un risparmio energetico del 30%) in una cava dismessa (evita il consumo di suolo). Alimentato da energie rinnovabili (fotovoltaico/idroelettrico) e sfrutta inoltre il peso delle mele in discesa per contribuire a produrre energia.
il primo impianto al mondo, finanziato dal PNRR) e nella genetica (TEA). C’è poi l’inserimento di colture in grado di assorbire enormi quantità di carbonio, come il Bambù,o altre per produrre i biocarburanti,per auto,riscaldamento e industria con tutti i pro e contro. Prima di prendere decisioni (che poi verranno cambiate dopo poco!), valutiamo bene tutti i pro e i contro, come si dovrebbe fare per l’IA che ha sì tanti pregi, ma anche difetti, come ad esempio in termini occupazionali! -
l’acqua
oltre a favorire elettricità con il suo moto sia in terra sia in mare (moto ondoso e maree), deve essere salvaguardata non solo riducendone il consumo, ma anche trovando “forme per catturarla”,come per esempio dalle nebbie:apposite reti verticali (in polipropilene e chiamate collettori di nebbia)catturano le microscopiche goccioline trasportate dal vento e raccolte in serbatoi sottostanti (già operative in Marocco, Etiopia e Cile). Ottima la soluzione ecosostenibile adottata nella Piazza Cortevecchia di Ferrara per il recupero dell’acqua piovana - Il sole
dalla Corea del Sud arrivano i “solar tree”, struttura verticale che produce energia pulita dal sole, a ridotto impatto ambientale. Questi “alberi solari” sono alti 4,8 m e larghi 4,1, dotati di “rami” in grado di ospitare 35 pannelli ciascuno. Le prove indicano che per produrre 1 megawatt di potenza bastano 87 alberi con pannelli da 330W (oppure 63 con 450W); distanziandoli di 20 m la superficie necessaria si riduce consentendo di preservare il 99%della copertura di terreno o di foreste, contro il solo 2% da impianti tradizionali. Si annulla così la deforestazione in atto!Grazie al boom del fotovoltaico gli australiani (Nuovo Galles del sud e Queensland) riceveranno gratis l’elettricità per 3 ore al giorno. In Italia dovremo correre per raggiungere i 70 GW entro il 2030 da solare;oggi siamo a 40; - I satelliti
oltre a permettere di conoscere la salute della Terra (attenzione però ai “rifiuti spaziali), lo Spazio può aiutarci, ospitando i pannelli solari. Secondo Iea entro il 2050 si può arrivare a generare 300 GW di potenza a costi sempre più bassi per la ridotta manutenzione richiesta e che si avvicina a quella dell’eolico offshore.
- FOTO A – Pannelli solari su suolo agricolo a S. Pietro in Casale, di tipo orizzontali, per massimizzare l’efficienza del sole e minimizzare l’ombreggiamento: spesso usati nell’agri-voltaico: offre minore effetto del vento,,cablaggio più concentrato,minore manutenzione.
- L’idrogeno
una fonte di energia pulita inesauribile: materia prima onnipresente che non si trova libera in natura, ma combinata ad altri elementi cui aggrapparsi e formare una molecola (esempio con l’ossigeno per creare acqua); si trova anche in forma gassosa per essere usato come combustibile per auto, per riscaldare e nell’industria pesante (oggi proveniente solo da fonti fossili). Rilascia nell’ambiente solo acqua e calore. In Italia via al primo impianto per produrre idrogeno verde collegato con una rete cittadina: Hyround.A realizzarlo Italgas a Sestu (CA),alimenterà utenti allacciati alla rete,autobus pubblici e un’industria alimentare. Previsti nel Pnrr incentivi per le comunità energetiche per impianti da fonti rinnovabili e investimenti sul biometano e per l’idrogeno nel settore industriale.
Occorrono in generale progetti che riescano a integrarsi con il sistema elettrico esistente e serviranno tecnici competenti che, stante l’attuale mercato sembrano difficili da trovare.

FOTO C Grande importanza ha il Mondo vegetale per l'aiuto ad assorbire carbonio e inquinanti creati dalle attività umane. Le piante sono note per la loro capacità di sopravvivenza con una incredibile resistenza, confermata, anche a distanza di Ere, dalla “resurrezione” avvenuta dopo la micidiale bomba H di Hiroshima:ginko biloba, pino nero,caki sono tra i più noti rigermogliati da radici o tronchi apparentemente distrutti. Individuato in Sudafrica (Ohrigstad) un fico natulensis le cui radici si spingono a più di 120 m di profondità.Molte le iniziative per piantare alberi:dal colosso delle infrastrutture,Mundys, investirà nel mercato crediti CO2 (un giro d'affari di 115 mld di dollari, destinato a triplicare nel 2030),piantando mangrovie nel sud del mondo (Cile,Africa)
ALLEGATO 1
Gli sforzi per contenere l’innalzamento delle temperature entro i 2° C stabilita dalla Cop21 del 2015 a Parigi si stanno arenando (vedi Cop30) e sono scettico sulla possibilità che si trovi un accordo.Di fronte a tutti questi stop o indecisioni, i singoli si affrettano a puntare sulle rinnovabili. Le imprese e il sistema finanziario si sono resi conto che la natura per reagire all’inquinamento creato dall’uomo sta condizionando lo sviluppo industriale con il rischio di perdite pari a 885 mld nel 2030 e 1200 nel 2050. Occorre quindi tutelare il capitale naturale, per proteggere lo sviluppo, consapevoli che il 55% del Pil globale dipende dalla salute dell’ecosistema. In crescita il mercato dei crediti per la biodiversità (simili ai crediti di carbonio) per conservazione,ripristino e sostenibilità degli ecosistemi. A trainare queste scelte la necessità di stare al passo con la Cina, leader nelle tecnologie green (oggi controlla l’80-95% della catena del fotovoltaico e nel 2025 ha installato 250-300 GW di rinnovabili),nella mobilità elettrica (la metà è cinese),negli elettrolizzatori,nelle pompe di calore e nei sistemi di stoccaggio. Positivo che l’accelerazione cinese sulle tecnologie green abbia portato in un decennio ad una riduzione dei costi dei moduli fotovoltaici dell’80% e si prevede una ulteriore significativo taglio nel 2026. L’abbattimento dei costi e l’evoluzione delle tecnologie stanno favorendo l’elettrificazione di diversi settori industriali. L’IA aiuterà. C’è poi il problema della burocrazia per accedere ai finanziamenti: è stato calcolato che per espletare le pratiche servono in media 3.000 ore continuative di un impiegato con costi medi che ammontano a 85 mila euro. E pensare che da Pomigliano ogni 56 secondi esce una Panda, dopo 54.172 movimenti eseguiti dagli operai!(dati Fca) DI NEGATIVO c’è che tutta questa burocrazia comporta che solo il 47% dei fondi stanziati per i 275 progetti, è stato erogato alle aziende! Per l’espansione in Italia è urgente un cambio di passo (attuazione decreto Fer2,asta 2026 che comprenda l’offshore)per sbloccare un settore con forti ricadute industriali,economiche e sociali,nonché rilevante per l’indipendenza energetica nazionale.Studi Ocse dicono che: la qualità delle infrastrutture limita la produttività e lo sviluppo degli Stati; senza investimenti sostenibili il Pil di molti Paesi si ridurrà del 5-8%;il 50% del Pil mondiale sarà influenzato dalla natura e dal clima..Individuate, oltre al nodo degli iter autorizzativi,due azioni per accelerare la diffusione delle rinnovabili: 1- regole omogenee e veloci per individuare le aree e abbassare i costi; 2- un nuovo modello di sviluppo della rete che consenta di pianificare le capacità di connessione.Grandi imprese e Pmi credono nel green anche se le ultime regole e semplificazioni contenute nell’Omnibus I, svuotano la responsabilità civile europea (addio giustizia per le vittime) e rimette tutto agli ordinamenti nazionali (caos!!!).
ALLEGATO 2
Il prezzo dell’energia è ancora alto in Italia: 330 €/KW/h, rispetto ai 240 della Spagna e 280 della Francia.Il prezzo è infatti fissato dal prezzo del metano, oggi maggiore fonte utilizzata per produrre il 42% dell’elettricità, contro il 18% della Spagna e il 3% della Francia. Per incentivare le rinnovabili il gestore dell’energia (GSE) potrebbe definire un prezzo calmierato per tutti:già avviene per le industrie aderenti alla formula “energy release”.
ALLEGATO 3
Vediamo di entrare meglio nei concetti espressi in riferimento al ruolo di:
- agricoltura– con
- le biotecnologie genetiche
(definite TEA) che permettono di apportare modifiche precise e localizzate al DNA della pianta (non introducono materiale esterno come negli ogm),creando varietà resistenti ad avversità e temperature elevate,che permettono di ridurre il consumo di acqua e di chimica e di salvare territori colpiti dalla siccità.come per esempio nel nostro granaio, la Puglia, che sta scomparendo a causa della siccità e speriamo non intacchi i nostri vigneti come sta avvenendo in Francia dove vengono sradicati, - i biocarburanti
soluzione utile, visto che l’ultima Cop 30 non ha ahimè decretato l’abbandono delle energie fossili, e caldeggiata all’interno della Commissione Ue; è indubbiamente una soluzione transitoria, ma pur sempre valida con i mezzi attualmente circolanti e un aiuto al settore agricolo. Sono di origine naturale e non portano via superfici per usi alimentari che con i suoi 4,4 mld di ettari, rappresenta circa il 38% della superficie terrestre emersa. Da colture come colza e canna da zucchero si ricavano i biofuel (biodiesel e bioetanolo e il biogas metano), ma non solo: i loro residui consentono di generare elettricità. La danese Maersk (seconda compagnia al mondo di navi portacontainer) dopo aver puntato sul metanolo green (la Cina ha sostanzialmente il monopolio produttivo),ora annuncia di voler sperimentare l’etanolo (principali produttori Usa e Brasile). Questi combustibili liquidi o gassosi derivano da biomasse vegetali,olio di palma,alghe, residui agricoli o scarti organici.Presentano un costo in termini ambientali (consumo di acqua per coltivare e occupazione di suolo che potrebbe essere destinato a pannelli solari), ma dobbiamo mettere nel conto anche i vantaggi (mancata distruzione dei residui agricoli o dei rifiuti,diversificazione delle colture a tutto vantaggio della biodiversità e di api e insetti impollinatori). E quanto si spende per produrre l’energia per la ricarica delle auto elettriche e per costruire batterie al litio e poi a smaltirle? Dell’utilità delle colture per sintetizzare combustibili,me ne sono sperimentalmente occupato in ambito Ue (particolarmente interessata a questa eco-soluzione)negli anni ’90. Germania,Francia e Spagna hanno fin da subito compreso la loro utilità nella produzione di biocarburanti per auto, autotreni, aerei e riscaldamento; seguita poi dall’Italia, dove però rimane alta la produzione e raffinazione (in Veneto,Marche, Toscana e Sicilia), mentre poche (solo per biometano) o nulle sono le pompe nelle stazioni di servizio. Produzione e uso dei biocarburanti sono in continua crescita. Italia,Belgio e Svezia stanno investendo nei biofuel più avanzati(per un utilizzo negli attuali motori, come l’HVO-Olio Vegetale Idrotrattato,diesel rinnovabile-),soprattutto su quelli che derivano da colture non alimentari, come scarti agricoli e biomasse da rifiuti organici. L’Ue è ora più flessibile nel divieto ai motori a combustione interna al 2035, ammettendo, oltre alle ibride, i bio-fuel e gli e-fuel. La Commissione Ue promuove l’utilizzo di questi biocarburanti in aviazione, un settore fortemente coinvolto nelle emissioni nocive. Stesso concetto per il riscaldamento domestico, altro responsabile di forti emissioni. Aver adottato 30 anni fa i bio-fuel, avrebbe dato una grossa mano alla salute dell’ambiente e permesso di guardare all’elettrico con maggior tranquillità! Quanto tempo e denaro perduto!!!! ■ C) l’alpeggio aiuta non solo nel fertilizzare naturalmente i terreni, ma favorendo lo sviluppo di molte specie vegetali (stimato in 70-80 diverse specie). Ed è nostro compito sostenere queste eco realtà. Come? Non lasciandoci influenzare dal colore tendente al giallo di burri e formaggi, che, vedendoli bianchi ai supermercati, pensiamo siamo non genuini. Invece quel colore (ricco di carotene) garantisce proprio freschezza e genuinità! - Coltura diversificante e utile
è il bambù (famiglia graminacee),a crescita veloce,resistente a siccità e malattie, con un elevato assorbimento di CO2 (17 tonn/ettaro/anno, forte capacità di contrastare l’inquinamento e mantenere pulite le acque e contrastare l’erosione del terreno: un polmone verde (Kida organic forest) è alle porte di Ferrara che comprende una innovativa piantagione con diverse varietà di bambù, un frutteto con ciliegie, pesche, albicocche, la coltivazione di grani antichi, arnie per la produzione di miele, un orto con 600 verdure bio, alcune centinaia di polli e anatre libere, una piantagione spontanea di camomilla selvatica, - i droni
l’agricoltura 4.0 vede nei droni una maggior sostenibilità nei trattamenti antiparassitari, superando i divieti della normativa europea, grazie alla sperimentazione messa in atto dal Ministero della Salute con l’introduzione di linee guida per deroghe sperimentali, consentendone così l’uso per emergenze o quando offre benefici ambientali significativi. Dal 2025 è già consentito distribuire prodotti non registrati come fitosanitari (sostanze di base, concimi, insetti utili)e in situazioni in cui riducono l’impatto ambientale, offrendo vantaggi come meno chimica,maggiore efficienza, minor compattamento del suolo dovuto al ripetuto passaggio dei mezzi agricoli, riduzione di deriva e rischi per l’operatore, risparmio idrico;
- le biotecnologie genetiche
- sole
Il sistema italiano da un lato offre certezze sui ricavi, ma dall’altro le procedure autorizzative cambiano continuamente bloccando gli investimenti. Engie Italia ha siglato con Apple un accordo della durata di 15 anni per soluzioni di energia green: saranno realizzati 2 parchi eolici, 1 repowering eolico e 2 impianti agrovoltaici (già autorizzati) che entreranno in finzione tra il 2026 e 27 che avranno una capacità installata di 173 MW e produrranno ogni anno oltre 400 Gwh di energia elettrica destinata per l’80% ad Apple e per il 20% immessa sul mercato per soddisfare 30 mila utenze.Verranno risparmiate all’ambiente 160mila tonnellate di CO2, l’equivalente raggiungibile piantando oltre 16 milioni di alberi.Rimane il problema dello smaltimento dei pannelli. La normativa sulla Responsabilità estesa del produttore (Epr) sta per obbligare l’industria a farsi carico del fine-vita dei prodotti. Secondo uno studio del Laboratorio Ref Ricerche, i pannelli a fine vita nel 2050 passeranno dagli attuali 427 mila ad oltre 12 milioni , facendo così passare i Raee fotovoltaici da 9 a 64 mila tonn/anno.La legge di delegazione europea (2024) chiede al nostro Governo di riordinare la gestione del fine-vita e adeguare il finanziamento alla normativa europea:l’attuale contributo di 1 euro dei produttori al consorzio Raee per ogni modulo venduto, è insufficiente a coprire i costi attuali (5-12€) e futuri. - satelliti
I satelliti possono rilevare gli effetti dei cambiamenti climatici sempre più evidenti su ghiacciai (in Antartide l’iceberg più grande del mondo sta disintegrandosi e il ghiacciaio alpino si ritrae sempre più), mari (innalzamento, crisi florofaunistica, la costa adriatica invasa dalle alghe per la proliferazione di fitoplancton), terreni (il lago Aral completamente prosciugato, le dune del deserto di Atacama coperte di neve, la Pianura padana avvolta in una coltre di nebbia di smog e con ondate di calore estreme). Queste immagini provenienti dai satelliti permetteranno di indirizzare al meglio gli interventi “curativi”. Secondo gli esperti è l’unica soluzione per consentire di raggiungere con le tecnologie spaziali almeno il 50% dei 17 obiettivi e dei 169 target; diversamente sarebbe molto improbabile raggiungerli. Anche se, aggiungo io, percorrere questa strada ha i suoi rischi. Negli ultimi cinque anni la corsa al lancio di satelliti attorno alla Terra per rendere sempre più agevole e totale l’uso di internet e della intelligenza artificiale, ha subito una crescita esponenziale soprattutto da parte degli Usa (Starlink).Dietro a tutto questo c’è il solito business che comanda la finanza (migliaia di miliardi i dollari in palio). Decine di migliaia sono i satelliti presenti nello spazio (20mila lanciati dal 1957), che seppur vasto comincia a manifestare problemi legati soprattutto “ai rifiuti”, cioè a quei satelliti che non servono più perché superati da nuove tecnologie (13.660 quelli ancora presenti, di cui circa 11.000 funzionanti). Sono indubbiamente utili alla nostra “causa”, ma si deve studiare il sistema per il recupero di questa “spazzatura” e prima che sia troppo tardi. Lo Spazio deve essere prima di tutto il nostro amico nel farci conoscere temperature, inquinamento,stato degli alberi, ma anche dove sperimentare un mondo migliore. Solo dopo ci si potrà concentrare sulle missioni lunari o marziane, pur interessanti per eventuali estrazioni di materie prime che mancano sulla Terra, come l’elio-3 (abbondantemente presente nelle rocce lunari), un elemento che reagendo con il deuterio produce energia pulita senza scorie e la produzione di quei neutroni radioattivi oggi presenti nella centrali nucleari, nonché per il raffreddamento dei computer quantistici che richiedono basse temperature. Lo spazio può aiutarci anche ospitando i pannelli fotovoltaici: Università e aziende stanno infatti lavorando sull’idea di posizionare i pannelli solari nello spazio (dove potrebbero funzionare h24) invece che nei nostri tetti (utili solo per 8-12h): gli scienziati prevedono la possibilità entro il 2050 per l’Europa di compensare fino all’80% dell’attuale produzione energetica eolica e solare, e di ridurre l’utilizzo delle batterie del 70%, mantenendo essenziale l’uso dell’idrogeno. Il trasferimento sulla Terra avverrebbe attraverso onde a frequenza nell’ordine dei Ghz (non pericoloso). In atto sperimentazioni di Nasa ed Esa. - acqua
una risorsa preziosa e sempre più limitata. Come già riportato nei numeri 3 e 4,oltre a stoccarla in quei bacini di laminazione che non mi stancherò mai di ricordare, c’è la possibilità di utilizzare l’acqua dei depuratori sia per rigenerare le zone umide che rischiano di di impoverire la biodiversità floro-faunistica, che in agricoltura (apporta anche l’importante sostanza organica).Il Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali del Politecnico delle Marche sta studiando per ridurre lo spreco di acqua nella fase di produzione agricola:la fertirrigazione permette di ottenere fino a 10 tonn. di mais ad ettaro in più rispetto al non irrigato e 4 in più della irrigazione di soccorso. Il progetto di Piazza Cortevecchia di Ferrara: progetto di riqualificazione per migliorare le condizioni di comfort climatico, ha previsto l’introduzione di alberi (strumenti ecosistemici straordinari per intervenire contro l’isola di calore urbana)in una pavimentazione con uno spazio sotterraneo che trasforma l’acqua piovana da potenziale problematica a risorsa preziosa grazie all’inserimento di un uno strato di raccolta di acqua piovana (Permavoid System)che, come una sorta di grande spugna, raccoglie e conserva l’acqua meteorica, per restituirla, attraverso naturali meccanismi di capillarità attivati dalle radici: una irrigazione capillare passiva al terreno in cui sono posti a dimora gli alberi, senza utilizzo di energia, pompe o valvole. - idrogeno
Può quindi essere estratto da tanti elementi come l’acqua, scomponendola nei due elementi costitutivi (idrogeno e ossigeno)facendola attraversare da una corrente elettrica molto forte (da fossili o rinnovabili) che scompone i due elementi. Le diverse tecnologie con cui viene estratto hanno un impatto più o meno elevato sulla emissione di CO2, quindi per l’ambiente. Ed ecco i diversi “colori” attribuiti ad un elemento (in realtà incolore)in base al modo con cui viene ottenuto:- nero
il più impattante perché la corrente elettrica viene prodotto da centrali a carbone o petrolio; - grigio
da scarto produttivo di una reazione chimica, oppure estratto dal metano (idrogeno e carbonio)o altri idrocarburi:per usi industriali ed è più del 90% dell’idrogeno oggi prodotto; - blu
da estrazione di idrocarburi, ma con cattura o immagazzinamento dell’anidride carbonica invece di liberarla nell’atmosfera; - viola
l’estrazione dall’acqua avviene con corrente generata da centrale nucleare senza emissioni di CO2; - verde
estratto dall’acqua ma usando corrente da energie rinnovabili (idroelettrico,solare fotovoltaico).
- nero
