Quest’anno, 22 volontari, si sono recati in Costa Rica con un programma di volontariato organizzato e guidato da GEV dell’Emilia-Romagna.
Oltre 1.200 chilometri di coste, l’Oceano Pacifico da un lato e il mar dei Caraibi dall’altro, 26 parchi nazionali e 161 aree protette che arrivano a coprire 1.300 ettari di terreno, pari al 25,58% della superficie del Paese. Benvenuti in Costa Rica, il piccolo Stato del Centro America (51.000 km² per 4,8 milioni di abitanti) che grazie alle sue risorse naturali è riuscito a fare dell’ecoturismo un business.
Gli economisti della New Economics Foundation l’hanno eletto il Paese più felice del mondo. D’altra parte il motto dei ticos (termine colloquiale con cui vengono chiamati i costaricensi) è pura vida. Ma non è tutto: la quarta edizione del Global Green Economy ha visto il Costa Rica posizionarsi al terzo posto nella classifica degli Stati più green. Niente esercito (abolito nel 1949), alti tassi di crescita, stabilità economica e basso tasso di criminalità fanno di questo Paese il posto ideale per chi vuole immergersi nella natura selvaggia. In un’area grande come Lombardia e Piemonte messi insieme si contano 500 mila specie viventi, 1.500 orchidee, 850 tipi di uccelli. E delle sette specie di tartarughe marine a rischio estinzione, quattro nidificano solo qui. Visitare i parchi del Costa Rica, da Manuel Antonio al Corcovado fino al vulcano Arenal, è un’esperienza unica: tra tucani, pappagalli, scimmie urlatrici e cappuccino, bradipi avviluppati su alberi secolari, si possono scorgere giaguari, tapiri e formichieri. Il tutto inseguendo la magia del quetzal (uccello tipico del Centro America quasi impossibile da avvistare). Il paradiso dei surfisti è la Penisola di Nicoya, che offre spiagge sterminate in cui si trovano alcuni degli spot migliori al mondo. Tamarindo, Mal Pais, Santa Teresa sono le zone più battute. Tuttavia, chi preferisce tenersi alla larga dal turismo di massa può puntare sulle più autentiche Playa Marbella e Playa San Juanillo, dove non è difficile fare il bagno in compagnia di pellicani che pescano a filo d’acqua.
Insomma, la “Svizzera dell’America centrale”, come è stato soprannominato il Paese, ha fatto della natura la sua carta vincente. Vulcani, isole, foreste, spiagge e una grande varietà di flora e fauna sono riusciti a conquistare un numero sempre più alto di turisti, da poco più di 300 mila nel 1988 ai 2 milioni e 500 mila del 2014. Secondo l’«Enviromental Perfomance Index», l’indice che misura i risultati delle politiche ambientali, ai primi cinque posti si trovano Svizzera, Lettonia, Norvegia, Lussemburgo e Costa Rica, che ha una tassa sull’inquinamento dell’acqua per penalizzare le imprese che scaricano prodotti chimici e dove il 2015 sta scorrendo senza emissioni serra (dal 2012, infatti, oltre il 90 per cento dell’energia viene da fonti rinnovabili).