La Costa Rica è un piccolo paesino situato nell’istmo centroamericano, una delle terre di più recente emersione, venuta ad unire l’America del Nord e quella del Sud. Questa unione ha permsso l’incontro e lo scambio fra forme di vita evolutesi fino ad allora separatamente le une dalle altre. Probabilmente anche per questo un paese così piccolo (51.000 Km2 ossia circa una millesima parte del totale delle terre emerse del pianeta) riunisce talmente tante forme di vita diverse da essere in testa alla classifica mondiale della biodiversità con oltre il 4% di tutte le specie animali e vegetali conosciute. Possiede inoltre un’estensione marina dieci volte superiore a quella terrestre, la cui ricchezza in termini di diversità biologica non è ancora stata oggetto di studi sistematici approfonditi.
Questa nazione possiede inoltre fama di essere uno dei paesi più democratici al mondo, che si giustifica nella sua tradizionale stabilità politica, ampio regime di libertà e tradizione civilista e pacifista.
E’ una Repubblica democratica il cui Governo è rappresentativo attraverso un
procedimento di elezione popolare, in cui ogni 4 anni i cittadini sono chiamati a votare in modo diretto e democratico il Presidente della Repubblica (che è il capo del Governo e, una volta eletto, non potrà mai più presentare la sua candidatura per la Presidenza della Repubblica) ed uno dei 30 deputati che formano l’Assemblea Legislativa.
A partire dal 1959 in Costa Rica è stato abolito l’esercito. Questa scelta ha permesso di giocarsi un forte investimento in spese sociali, quali la salute e l’educazione. Esiste infatti un sistema sanitario diffuso su tutto il territorio ed a tutti i cittadini viene riconosciuto il diritto alla salute. Allo stesso modo, l’educazione elementare (o primaria, come viene detta) è obbligatoria e gratuita e, per evitare distinzioni di classe sociale fra i bambini, si fa obbligo dell’uso di un uniforme uguale per tutti all’interno della scuola.
Il paese è classificato a livello mondiale come “in via di sviluppo”. L’economia è prevalentemente agricola, ma con un impulso importante verso il turismo, e le politiche di conservazione della natura e per lo sviluppo sostenibile sono molto forti. Ecco allora che questa nazione, oltre ad essere divisa politicamente in 7 province (San Josè, Heredia, Alajuela,Cartago, Limòn, Puntarenas e Guanacaste) è stata divisa anche in 11 “aree di conservazione” , che sono un po’ come province ma viste sotto l’ottica dell’amministrazione ambientale (insomma, per capirci, sarebbe come se la provincia di Bologna, oltre ad essere suddivisa in comuni, fosse divisa in altre entità dette “aree di conservazione”, che fanno capo direttamente all’assessorato all’ambiente della provincia). All’interno di queste aree di conservazione si trovano i parchi nazionali, le riserve biologiche (pubbliche e private), i rifugi nazionali di vita selvatica e via dicendo. Le aree protette assommano in questo modo al 27% circa del territorio nazionale.
Sono tutte scelte molto importanti. Nell’epoca della globalizzazione, un paese che riesca ad entrare fra i paesi sviluppati (che è poi lo scopo che persegue un paese in via di sviluppo) con queste politiche di avanguardia (pace, democrazia, salute, educazione, sostenibilità ambientale), un esempio molto importante per il mondo intero. Per questo esistono iniziative a livello locale per sostenere l’avanzata della Costa Rica verso i paesi sviluppati, senza dover rinunciare alle sue ricchezze naturali.
Dal 1999 è presente a Bologna l’Associazione Emilia Romagna – Costa Rica,
che si denomina di amicizia e solidarietà fra la nostra regione e questo paese. Nata per favorire il reincontro e lo scambio fra i tanti italiani che vivono in Costa Rica ed i meno numerosi costarricensi che vivono in Italia, ha poi sviluppato le sue attività a sostegno delle popolazioni indigene, che desiderano accedere ai gradi superiori di istruzione, ma vivono in zone svantaggiate dal punto di vista delle comunicazioni. I soci che lo desiderano, possono partire come volontari per andare a svolgere periodi di lavoro nelle aree protette o nelle comunità indigene. Altri soci hanno espresso il desiderio di poter conoscere questo paese e la sua gente per brevi periodi di vacanza, per cui si stanno organizzando viaggi di piacere su circuiti non turistici. L’Associazione cerca, infine, di raccogliere fondi per finanziare progetti indigeni di rivitalizzazione della loro cultura e per l’acquisto di terrre da dedicare alla conservazione del bosco ed all’organizzazione di piccole comunità a sviluppo sostenibile, sempre legate alle popolazioni indigene.
Come le GEV sanno, esistono anche i nostri gruppi organizzati, che rappresentano un volontariato più specializzato, che ogni anno va a lavorare per periodi di 15-20 giorni nelle aree protette ed impara a conoscere il paese in modo diverso da un qualsiasi turista, spendendo meno e riuscendo anche a finanziare progetti di conservazione quale quello per la salvaguardia della tartaruga marina e quello per la creazione prima e per l’ampliamento ora della riserva biologica Rica Karen.
Tradizionalmente i gruppi di GEV sono stati guidati da Modena, ma ora noi bolognesi stiamo diventando talmente tanti da doverci organizzare per conto nostro. Speriamo di poter dare anche noi un contributo importante per far diventare sempre più grande il verde cuore di pace e speranza per un futuro migliore di questo piccolo paese.
